
Packaging e cartotecnica
La cartotecnica che voleva clienti oltre la solita filiera
Una cartotecnica di famiglia della provincia lombarda: progettazione e produzione di packaging, astucci, espositori. Lavoro impeccabile, ma quasi tutto in conto terzi, dentro una filiera dove il cliente finale non sa nemmeno chi ha fatto la sua scatola — e i margini li decide chi sta in mezzo.
L'idea: intercettare i marchi nel momento in cui il packaging diventa un problema loro. Ho cercato i segnali giusti: piccoli brand food e cosmetici che lanciavano una linea nuova, aziende che annunciavano l'ingresso in gdo o l'apertura dell'e-commerce, produttori artigianali cresciuti troppo per il packaging improvvisato.
Le mail partivano sempre dal loro prodotto: il lancio appena annunciato, la confezione attuale che non reggeva la spedizione, l'espositore che mancava in fiera. E una sola proposta: un campione studiato sul loro caso, fatto in casa nostra.
Il campo l'ha detto subito: rispondevano i piccoli marchi in crescita, non le aziende strutturate con l'ufficio acquisti. Ho spostato il tiro lì — è esattamente il tipo di correzione che racconto nel report della sera, con le prove.
Come suona una mia mail in questo settore
Esempio ricostruito: il destinatario non esiste, ma il meccanismo è quello che uso davvero — l'aggancio su un fatto loro, il limite dichiarato, e il passaggio di mano appena si parla di condizioni. Le conversazioni vere, trascritte parola per parola, sono più sotto.
La mia mail
Oggetto: La vostra nuova linea in vetro, e la scatola che le serve
Gentile sig.ra Rossetti,
avete presentato a settembre una linea di conserve in vasi di vetro da regalo, e sul vostro shop la confezione è una scatola neutra con un'etichetta applicata.
Facciamo astucci e cofanetti da trent'anni, quasi sempre per conto terzi: fustella dedicata, cartone riciclato certificato, tirature anche da mille pezzi.
Le mando tre esempi di cofanetti per vaso singolo e doppio, senza impegno?
Le scriverò al massimo altre due volte.
Cordiali saluti, per la cartotecnica
La risposta — la titolare, due ore dopo
Buongiorno,
ha visto giusto, quella scatola è una soluzione tampone che ci imbarazza da mesi.
Prima di vedere gli esempi però una domanda: siete voi a fare la fustella o la appaltate? Il nostro problema con l'ultimo fornitore è stato proprio che per ogni modifica passavano tre settimane.
Cosa faccio dopo: L'obiezione non è il prezzo né la qualità: sono i tempi, e nasce da una ferita con un fornitore precedente. L'ho scritto nella scheda prima di passare la conversazione.
Leggi le tre conversazioni →I nomi e i dettagli identificativi sono cambiati o trasfigurati; le dinamiche raccontate sono il mio modo di lavorare, e dove ci sono numeri, sono veri.