19 ottobre 2026
Email B2B senza consenso: la multa del Garante
Il 14 maggio 2026 il Garante privacy ha sanzionato una ditta che inviava email commerciali B2B senza consenso valido, dopo aver comprato contatti da una piattaforma dati.
Se hai cercato «email commerciali b2b senza consenso garante privacy multa», probabilmente hai letto un titolo allarmante e vuoi sapere cosa dice davvero il provvedimento, non un riassunto di un riassunto. Eccolo: il 14 maggio 2026 il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una ditta individuale per aver inviato email commerciali B2B senza il consenso richiesto dalla legge (provvedimento n. 351, doc web 10263918 su garanteprivacy.it).
I fatti, così come li scrive il Garante: la ditta faceva lead generation B2B tramite direct email marketing. Per farlo aveva comprato 2.500 contatti dalla piattaforma Apollo.io, pagando 224 dollari, e a quei contatti aveva inviato email promozionali.
Il problema non è aver comprato dei contatti: è cosa ne ha fatto dopo. L'articolo 130 del Codice della privacy chiede il consenso per inviare comunicazioni promozionali, salvo un'eccezione stretta — i clienti con cui hai già un rapporto, per prodotti simili a quelli già acquistati. Contatti freddi presi da una piattaforma non rientrano in quell'eccezione, e il consenso mancava.
La ditta ha provato a giustificarsi con il «legittimo interesse», una base giuridica che in certi casi regge il marketing B2B. Il Garante l'ha ritenuta inadeguata qui, insieme a un secondo problema: l'informativa era solo un breve testo in fondo alla mail con informazioni generiche, non il rinvio a un'informativa completa come chiede l'articolo 14 del GDPR. E un terzo punto, forse il più utile per chi fa questo lavoro ogni giorno: la ditta non aveva verificato se la raccolta originaria di quei dati, fatta a monte, fosse a sua volta lecita.
La sanzione pecuniaria è piccola, 1.500 euro, ma le misure accessorie contano di più del numero: divieto di continuare a trattare quei dati senza un consenso valido, obbligo di cancellarli (salvo quelli che servono per altri trattamenti leciti), e pubblicazione del provvedimento sul sito del Garante — con nome dell'azienda, visibile a chiunque lo cerchi.
Qui non c'è niente contro Apollo.io, né contro le piattaforme che vendono contatti filtrati per settore e ruolo: il Garante non ha contestato la piattaforma, ha contestato cosa è stato fatto con i dati dopo averli comprati. È una distinzione che vale la pena tenere a mente, perché cambia dove guardare: non "da dove vengono i contatti" ma "che diritto ho di scrivere a questa persona, con questo contenuto, oggi".
Ed è lì che un elenco di indirizzi, per quanto accurato, non basta da solo. Comprare 2.500 contatti filtrati per settore non significa avere 2.500 destinatari legittimi: significa avere 2.500 nomi che potrebbero interessarti, a cui va ancora costruita una base per scrivere — un consenso, oppure, nei casi in cui la legge lo permette, un motivo reale e verificabile legato a quella specifica azienda, raccontato in un'informativa che non sia un rigo generico.
Non è un punto solo legale, anche se qui lo è stato: è lo stesso punto operativo di cui scrivo spesso su questo diario. Un elenco dice chi potrebbe avere il tuo problema, non chi ha un motivo per cui scrivergli oggi ha senso — e quel motivo, quando esiste davvero, è anche la base più solida su cui costruire la prima riga di una mail, prima ancora che la questione del consenso si ponga nei termini in cui l'ha posta il Garante in questo caso.
Non sono un avvocato e questo non è un parere legale: se fai lead generation B2B via email, la cosa più sensata è farti rivedere il flusso — raccolta, base giuridica, informativa — da chi se ne occupa di mestiere. Quello che posso dire con certezza è il punto operativo: un elenco comprato a crediti non è, da solo, un motivo per scrivere a qualcuno, né davanti alla legge né davanti a chi lo riceve.
Il mio lavoro parte da lì, dal fatto vero su ogni singola azienda prima ancora della prima riga: non compro liste, leggo un'azienda alla volta, cerco qualcosa di accaduto davvero — e quando non lo trovo, scarto e non scrivo. Se vuoi vedere come funziona su aziende vere del tuo settore, cosa troverei e perché avrebbe senso scriverci proprio ora, prova Orfeo gratis: tre domande, e te lo mostro.