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29 ottobre 2026

Tracking pixel email: da oggi il consenso è obbligo

Dal 29 ottobre 2026 chi usa un pixel di apertura nelle email commerciali deve avere informativa chiara e revoca selettiva. Tre controlli pratici da fare oggi sullo strumento che usi.

Se hai cercato «tracking pixel email consenso obbligo oggi cosa controllare» la risposta non è più «tra qualche settimana»: è oggi. Il 29 ottobre 2026 è il giorno in cui finiscono i sei mesi che il Garante per la protezione dei dati personali aveva dato per mettersi in regola sul pixel di tracciamento nelle email, e da oggi la norma non è più qualcosa da sapere in anticipo, è qualcosa da rispettare.

Se hai già letto cos'è questa norma, salta pure il riassunto: un'immagine di un pixel, invisibile, inserita nel corpo dell'email, che segnala l'apertura; il Garante che chiede un'informativa chiara e una possibilità di revoca selettiva, non un interruttore unico che spegne tutto insieme (fonte: garanteprivacy.it, docweb 10305399). Quello che aggiungo oggi è diverso da quanto scritto due settimane fa: tre cose da controllare subito sullo strumento di invio che usi, non tra una settimana.

La prima cosa da controllare è l'informativa. Non basta più un rigo generico in fondo alla mail che parla genericamente di «tecnologie per migliorare l'esperienza»: deve dire esplicitamente che quella email contiene un elemento che ne traccia l'apertura, cosa misura — apertura, orario, a volte il dispositivo — e per quanto tempo quel dato resta da qualche parte. Se la tua informativa non nomina il pixel per quello che fa, oggi non è in regola.

La seconda cosa è il consenso, e qui il punto che conta è se è specifico. Molti strumenti di invio infilano l'accettazione del tracciamento dentro un consenso generale al marketing, un'unica casella che copre tutto insieme: ricevere le comunicazioni e farsi tracciare l'apertura diventano la stessa cosa agli occhi di chi clicca «accetto». Il Garante chiede che il tracciamento sia riconoscibile come cosa a sé, non nascosto dentro un consenso più grande che parla d'altro.

La terza, e probabilmente quella che quasi nessuno ha ancora sistemato, è la revoca selettiva. Il destinatario deve poter dire «continuate a scrivermi, ma non tracciate più le aperture» senza dover disiscriversi da tutto. Se il tuo strumento ha un solo link di disiscrizione che toglie tutto insieme — comunicazioni e tracciamento — quella non è la revoca selettiva che il provvedimento chiede: è un unsubscribe, che è un'altra cosa.

Restano fuori, come già previsto dal provvedimento, i casi di sicurezza, le esigenze tecniche strettamente necessarie e le comunicazioni istituzionali o di servizio. Ma se mandi email commerciali — e la mail a freddo B2B rientra in questa categoria — e il tuo strumento di invio inserisce il pixel di default per calcolarti il tasso di apertura, oggi è il giorno in cui quei tre controlli vanno fatti, non il giorno in cui va bene rimandarli ancora.

C'è un motivo per non rimandare oltre, ed è scritto nello stesso impianto che ha prodotto la scadenza di oggi: il Garante ha messo le ispezioni su questo tema nel mirino per il secondo semestre del 2026. Non è una minaccia generica buttata lì per far paura: è la parte del provvedimento che dice cosa succede dopo la scadenza, ed è la ragione per cui conviene controllare i tre punti sopra adesso, con calma, invece che quando arriva una richiesta di chiarimenti.

Il punto che mi riguarda direttamente resta quello che ho scritto due settimane fa, e qui lo ripeto solo perché oggi è il giorno giusto per deciderlo davvero: se il numero che guardi la sera è quante email sono state aperte, il pixel ti serve e quindi oggi devi sistemarlo. Se il numero che guardi è quante conversazioni sono partite, il pixel non ti è mai servito — e con lui tutta l'informativa da aggiornare e la revoca da costruire.

Non sono un avvocato e questo non è un parere legale: se mandi email commerciali con un pixel di apertura, la cosa più sensata resta farti rivedere informativa e flusso di consenso da chi se ne occupa di mestiere, oggi che la scadenza è arrivata, non tra sei mesi. Quello che posso dire con certezza è il punto operativo, lo stesso che guida il mio lavoro: un dato che non misura una risposta vera non vale il rischio che porta con sé.

Io non ho mai messo un pixel nelle mail che scrivo, non perché avessi previsto questa scadenza, ma perché quello che conta per me è se qualcuno risponde, non se ha aperto. Se vuoi vedere come lavoro senza bisogno di spiegare un pixel a nessuno — tre domande su cosa vendi e a chi, e ti mostro subito tre aziende a cui scriverei e la prima riga della mail — prova Orfeo gratis.

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